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Una visita alla Riseria Capittini offre l’opportunità unica di scoprire i segreti della lavorazione del riso
Nel cuore delle terre del riso, dove il paesaggio è un mosaico di canali e specchi d’acqua, la Riseria Capittini è una tappa imperdibile tra le attrazioni galliatesi. Questo storico mulino è un’eccellenza produttiva e un vero monumento alla cultura del riso e all’ingegno agricolo.
Inizialmente l’attività era prevalentemente molitoria a cui era affiancate anche la produzione di olio di lino, colza e ravizzone ma la svolta avvenne nel 1939, quando i fratelli Capittini iniziarono l’attività di pilatura del riso. Questa transizione non fu un cambio produttivo, ma un riflesso di come l’agricoltura e l’economia locale si stessero evolvendo, legandosi per sempre alla coltivazione del riso.
La famiglia Capittini è dedita all’ arte molitoria fin dal 1600, nel corso dei secoli si è spostata di luogo in luogo per condurre diversi mulini, per poi approdare a Galliate. Il loro legame con questo luogo si intreccia con la grande trasformazione del paesaggio locale. Il mulino di Montereggio infatti, fu edificato nel 1881, a seguito della costruzione del diramatore Vigevano, un ramo del Canale Cavour, evento che ha segnato una svolta importante nelle attività agricole e industriali, influenzando anche la storia di Galliate.
Visitare questa antica riseria novarese significa immergersi in una storia di famiglia, di lavoro e di amore per il riso. Un prodotto che ha reso famose le risaie di Novara in tutto il mondo e che definisce l’identità del nostro territorio.
La storia della famiglia Capittini è legata ai mulini fin dal Seicento, ma il suo legame con questo luogo si intreccia con la grande trasformazione del paesaggio locale. Il mulino di Montereggio fu edificato nel 1881, a seguito della costruzione di un ramo del Canale Cavour, un evento molto importante nella storia di Galliate.
Giuseppe Capittini ne diventa conduttore e, nel 1900, proprietario. Inizialmente l’attività era solo molitoria, ma la svolta avvenne durante la Seconda Guerra Mondiale, quando i fratelli Capittini iniziarono l’attività di pilatura del riso.
Questa transizione non fu un cambio produttivo, riflesso di come l’agricoltura e l’economia locale si stessero evolvendo, legandosi per sempre alla coltivazione del riso.
Una visita alla Riseria Capittini offre l’opportunità unica di scoprire i segreti della lavorazione del riso, un sapere antico, dove i macchinari della tradizione affiancati dalle moderne tecnologie garantiscono un prodotto di altissima qualità.
Osservare da vicino il processo permette di comprendere la delicatezza e la cura necessarie per trasformare il chicco grezzo nel prodotto finito che arriva sulle nostre tavole. Qui si può vedere la maestria e la dedizione che si celano dietro ogni confezione, una tradizione che la famiglia Capittini porta avanti con passione da cinque generazioni.
Il Mulino è un luogo vivo, che anima il calendario degli eventi a Galliate con appuntamenti come la tradizionale Festa della trebbiatura, un momento di celebrazione che unisce la comunità e i visitatori nel nome della tradizione e dei legami con il territorio.

Il riso di Novara è l’ingrediente principe della nostra tradizione gastronomica, e alla Riseria Capittini se ne celebra l’eccellenza. Il protagonista indiscusso è il Riso Carnaroli,che quest’anno compie ottantanni, essendo nato come nuova varietà nel 1925, ed è considerato il “re” dei risi da risotto per la sua eccezionale tenuta in cottura.
Oltre al celebre Carnaroli, la riseria valorizza altre varietà storiche che sono l’ingrediente principale di molti piatti tipici novaresi. Baldo, Arborio, Vialone Nano, Originario, S. Andrea: ogni qualità di riso è legata a ricette e tradizioni del nostro territorio.
Questa antica riseria è anche un luogo di cultura e scoperta. La parte più antica del mulino è stata trasformata in un piccolo e suggestivo Museo della Risicoltura. Nelle sale espositive, sono raccolte vecchie attrezzature e testimonianze del mondo contadino raccontano la storia del lavoro nelle risaie. Inoltre, ancora oggi si può ammirare una delle ultime mole a sasso, utilizzata fino al 1987.
Il Mulino è associato AIAMS, Associazione Italiana Amici dei Mulini Storici e alla metà di maggio è aperto al pubblico in occasione delle giornate Europee dei mulini.
Su appuntamento, si organizzano visite guidate per scuole e gruppi, un’esperienza formativa e affascinante, occasione unica per scoprire l’intero ciclo produttivo.